- Non seguo il calcio
- Non mangio pasta tutti i giorni
- Non vesto Armani, Dolce & Gabbana ecc.
- Non ho votato Berlusconi e non so perchè gli italiani lo hanno fatto
- Non sono mammone, è la mamma che mi perseguita!
- Non parlo con l’accento mafioso
- Non guido male (almeno non più dei madrilegni, per esempio)
- Non canto “Oh sole mio” dalla mattina alla sera
- Non ascolto ne’ Pausini ne’ Ramazzotti
- Perchè devono essere sempre 10 i punti?
É un giovedì come tutti gli altri, la mattina lavoro, poi mi ritrovo con Isa alle tremenounquarto in centro. Abbiamo poco tempo, quindi pranziamo nel romanticissimo Mc Donald’s della Calle Montera, tanto romantico che ci sono diverse coppie… di ragazze discinte in minigonna e stivaloni lucidi fino sopra al ginocchio. Alle treemezzo avevamo fissato con i genitori e la sorella di Isa davanti al Registro delle Coppie di Fatto. Aspettando, approfitto per vuotarmi le tasche di biglietti da visita e involti di caramelle e punto l’obiettivo cestino a 10 metri di distanza. A 7 metri dall’obiettivo qualcuno mi dice un “Adios” ma io continuo puntando l’obiettivo. A 5 metri un’altra persona mi saluta con la mano, ma io seguito con l’obiettivo in testa, finchè, raggiunti i 2 metri mi chiama il padre di Isa e mi distoglie dalla missione. Non mi ero accorto che erano già arrivati. Entriamo alle quattromenocinque, diamo i documenti alla guardia civile all’ingresso, ci metaldetectano e ci mandano da una funzionaria che controlla i documenti e ci manda a sua volta in una sala diafana: un tavolo con un computer e quattro sedie davanti e due bandiere dietro, 10 sedie, un cartello con su scritto “Registro delle Coppie di Fatto” e un ficus per cercare di renderla un po’ più accogliente. La donna ci dice che finché siamo nella stanza possiamo fare quello che vogliamo e muoverci dove vogliamo mentre lei stampa i documenti, quindi approfittiamo per le classiche foto: la coppia e il ficus; la coppia con i genitori e il ficus; la coppia con il padre, la sorella e il ficus. Ci sediamo, la funzionaria chiede delucidazioni sul nome del padre di Isa, Emidio, che a parte la firma di moda Emidio Tucci sembra non esistere in ISpagna. È il momento solenne della firma di un foglio che in realtà è una richiesta, il documento perdavvero ci arriva a casa in quindici giorni. Firmano i due testimoni (foto, foto) e poi noi (foto, foto) e la simpatica funzionaria mi dice “Puoi baciare la sposa”. Quindici minuti in totale e siamo di fatto una coppia, anche se i diritti che abbiamo guadagnato non sono poi molti, formalmente siamo ancora celibe e nubile e non possiamo nemmeno fare la dichiarazione dei redditi congiunta. Festeggiamo con una cioccolata calda con churros nella cioccolateria Valor e passeggiamo per il centro fino allo sfinimento. 
Splinder ha deciso di chiudere, quindi mi sono visto obbligato a passare a questa piattaforma e la devo ancora esplorare, comunque… questo blog è la continuazione di altri 3, chi volesse leggere i vecchi post o commenti può scrivermi e glieli manderò in un PDF.
Buona lettura.
1) Entro in una cartoleria:
“Buongiorno, come va? Tutto bene vero?”
“Sì, sì, tutto bene”
“La padrona o capa sei tu suppongo!”
“Sì, sono io”
“Siamo qui oggi per l’ultimo giorno in questa zona per visitare tutte le imprese che hanno Movistar come linea fissa, come nel tuo caso, vero?”
“Sì, io ho Movistar”
“Semplicemente, stiamo applicando promozioni e abbassando fatture come abbiamo fatto con il tuo vicino, tira fuori la fattura e vedo quello che posso fare per te”
“Eccola!”
“Ma questa è di Jazztel!”
“Sì, è quella di casa!”
“Ah, hai Jazztel in casa, perfetto, ma io volevo la fattura di qui, del negozio!”
“Qui non ho il telefono…”
“Ah… non avevi detto che avevi Movistar? Comunque… come ti va con Jazztel, tutto bene? Vedo che la fattura è un po’ alta… hai una chiamata da 21 Euro!”
“Ehm sì, è stata una chiamata un po’ azzardata… ho chiamato una veggente, ma c’era scritto che era gratis!”
“Eh, (ora) capisco (tutto)!”
2) Entro in un negozio con la cartellina e un biglietto da visita di un cliente in mano, il negoziante guarda il biglietto da visita e dice:
“È già passato un tuo collega poco fa, riconosco il biglietto da visita!”
“Ah sì? Sono passati quelli della gioiellieria del paese?”
3) In un erbolario:
Io: “Buon giorn…”
DRIIIN
“Scusa, rispondo al telefono…
Pronto?
Sì sono io…
sì, è mio figlio! Ma che è successo?
Ah, ok, arrivederci.
(compone un numero)
Sì, Juan! Hanno arrestato tuo fratello, è al commissariato di Vallecas!
Sì, vai tu che io non posso!
No, mi hanno detto che non possono dirmelo per telefono, ciao!”
Io. “Ehm, ti ho beccata nel momento sbagliato!”
Lei, imperturbabile: “Sì, desideri?”
sto effettuando il trasferimento dal sito http://www.paolazzzi.splinder.com/… pazienza!